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Sergej Privalov torna negli Urali dopo anni di assenza per riprendersi i milioni del padre: mulini, fabbriche, terre, e insieme la maledizione di un uomo che quell’oro l’aveva bruciato tra feste e champagne. Ma l’eredità è in mano a tutori che la svuotano con la firma pulita di chi non ha bisogno di rubare, perché gli basta amministrare.
Attorno a lui si muove un’intera città di provincia: mercanti e vecchi credenti, funzionari e faccendieri, mogli annoiate e figlie in età da marito. Zosja Ljachovskaja lo sposa per i suoi soldi. Nadja Bachareva lo ama proprio quando non ne ha più. E Privalov, che sognava di restituire quella ricchezza a chi l’aveva prodotta, scopre che i milioni non si difendono con le buone intenzioni.
Pubblicato nel 1883, I milioni dei Privalov (Privalovskie milliony) è il grande romanzo degli Urali industriali: un affresco di denaro, debiti e passioni nella Russia che scopre il capitalismo e ne paga il prezzo. Prima edizione italiana in volume.
L’autore. Dmitrij Narkisovič Mamin-Sibirjak (1852-1912) nasce in un villaggio di fonderie degli Urali, figlio di un prete di fabbrica. Dopo gli studi interrotti a Pietroburgo torna a Ekaterinburg, e dalle miniere, dai mercanti e dagli operai della sua terra trae tutta la sua opera: I milioni dei Privalov, Il nido di montagna, Oro, Pane. Amato anche come autore per l’infanzia con le Fiabe di Alënuška, muore a Pietroburgo nel 1912.
Collana «I Giganti della Cultura Russa», vol. III · 15×21 cm · 596 pagine · brossura · ISBN 979-12-81829-30-5

